Le difficoltà della comunicazione moderna

© violetkaipa – Fotolia.com

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Negli anni Ottanta, Wright Morris disse: “Siamo sempre più nel mondo della comunicazione, ma siamo sempre meno in comunicazione.” Le tecnologie della comunicazione si sono sviluppate enormemente da allora. Possiamo telefonare, inviare email, inviare messaggi, twittare, usare Skype, usare i blog, comunicare tramite Facebook o Pinterest o Google Plus… e la nostra attenzione è costantemente attratta dai messaggi delle persone che fanno uso di tutti questi strumenti. Questo ci consente di metterci in contatto rapidamente e facilmente con parenti e amici intorno al mondo. Ci pone anche delle sfide: come decidiamo dove porre la nostra attenzione? Come troviamo il tempo per conversazioni di valore e per rallentare abbastanza da capire cosa abbiamo da dire?

A chi stiamo parlando?

Poche persone al giorno d’oggi scrivono ancora lettere a mano. Molti non dedicano nemmeno del tempo alle email, preferendo invece rendere pubblici i propri pensieri su forum dove saranno visibili a un vasto numero di conoscenti e amici. É un metodo molto più semplice ed efficiente dello scrivere singolarmente a dozzine di persone quando vogliamo condividere foto, notizie, pensieri, richieste e suggerimenti. Modifica anche la natura del messaggio. Simili pubblicazioni di largo utilizzo riducono il tempo che dedichiamo al dialogo, al rispondere con attenzione alle domande di una singola persona. Potrebbe anche rendere la nostra comunicazione meno personale: ci sono cose che saremmo pronti a confidare ad amici fidati, ma non siamo pronti a condividere con un pubblico più vasto, o con chiunque altro stia monitorando le nostre comunicazioni online.

La comunicazione digitale può avere un paradossale effetto avvicinante. Pur aiutandoci a connettere attraverso vaste distanze geografiche, ci consente di comunicare innanzitutto con persone affini. Non tutte le persone nelle nostre vicinanze la pensano come noi a proposito di politica, religione, musica, educazione o altro, ma possiamo facilmente trovare dei gruppi nella blogosfera che rafforzino omogeneamente le nostre convinzioni. Abbandonare questa bolla virtuale richiede uno sforzo deliberato.

Portata e profondità

William Powers, autore di “Hamlet’s BlackBerry”, traccia la storia delle tecnologie per le comunicazioni umane e dei modi in cui danno forma alla nostra vita sociale. Egli scrive dei valori contrastanti di portata e profondità. Le moderne tecnologie di comunicazione ci consentono una portata senza precedenti, che permette di ottenere nuove prospettive e sviluppare connessioni di ampio raggio. Se però vogliamo che tali connessioni abbiano anche profondità, dobbiamo essere attenti nell’uso di tali tecnologie, arrivando a creare consapevolmente degli spazi dove isolarci dal costante flusso di informazioni e riflettere sul significato dei messaggi per cui abbiamo maggiore interesse. La stessa famiglia di Powers si prende dei “sabba digitali”: durante i fine settimana si disconnettono dalla rete, spengono la televisione e si prendono del tempo per riflettere, leggere libri, conversare faccia a faccia e scrivere lettere. Tornano così al mondo della comunicazione istantanea con rinnovata energia. Altre persone trovano utile celebrare delle settimane libere dallo schermo, sette giorni in cui il tempo libero viene trascorso all’aria aperta, in solitudine o nell’interazione dal vivo con altre persone. L’idea non è tanto quella di condannare la comunicazione tecnologica, quanto piuttosto aiutare le persone ad usarla consapevolmente.